venerdì 7 marzo 2008

ANIEF: Bozza di Decreto Ministeriale integrativo al DdG del 16 marzo

In autunno (2007) l'ANIEF ha presentato una

Bozza di Decreto Ministeriale integrativo al DdG del 16 marzo 2007

Il Ministro della Pubblica Istruzione

VISTA la tabella di valutazione dei titoli approvata con D.M. n. 27 del 15 marzo 2007, allegata al D.D.G. 16 marzo 2007;
VISTO in particolare, il comma 2 all’art. 3 che vieta lo spostamento dei 24 punti, già attribuiti per abilitazione conseguita presso le Scuole di Specializzazione, da una graduatoria ad altra,

DATA l’ordinanza della Sesta Sezione del Consiglio di Stato N. _____ del 15 gennaio 2008,

CONSIDERATO che la trasformazione delle graduatorie permanenti ad esaurimento non muta la natura delle stesse che per giurisprudenza consolidata non danno luogo a rapporti esauriti o definiti,
RITENUTO di dover integrare detto decreto, consentendo lo spostamento dei 24 punti, già attribuiti per abilitazione conseguita presso le Scuole di Specializzazione e del servizio già riconosciuto da una graduatoria ad altra, nonché lo spostamento del servizio già dichiarato, il trasferimento ad altra provincia ai sensi del comma 6, art. 1, valido anche per il secondo biennio di vigenza delle suddette graduatorie (2007-2009), e il riconoscimento del servizio prestato contestualmente per almeno un biennio durante i corsi di Scienze della Formazione Primaria

D E C R E T A :

per i motivi esposti in premessa, la soppressione del seguente testo al comma 2, art. 2 del DdG del 16 marzo 2007 «Non è possibile, invece, spostare i 24 punti, già attribuiti, da una graduatoria ad altra» e del punto 1) di cui alla nota MPI prot. n. 5485 del 19 marzo 07 «Con la riapertura dei termini sarà consentito, per l’ultima volta, di iscriversi nelle graduatorie permanenti, trasformate in graduatorie ad esaurimento. Nel successivo biennio scolastico 2009/2011 si potrà solo aggiornare il punteggio o trasferire la propria posizione in altra Provincia, ma in “coda” a tutte le fasce».

Il presente decreto è affisso all’albo degli Uffici scolastici regionali ed inserito sul sito INTERNET del MPI all’indirizzo www.pubblica.istruzione.it e sulla rete INTRANET. IL MINISTRO

martedì 4 marzo 2008

L'emersione della disfunzione: la Gilda di Napoli

Anche la Gilda degli insegnanti di Napoli, restia in un primo tempo ad occuparsi del problema, propone all'assemblea degli insegnanti precari tenutasi il 25.02.08, "il ripristino del trasferimento di provincia senza alcuna penalizzazione".
(dall'articolo inviato da Libero Tassella)

L'emersione della disfunzione: il Consiglio regionale della Puglia

Il Consiglio regionale della Puglia accoglie le proposte della FLC Cgil regionale.
Nell'OdG del 13.02.08 si legge, tra l'altro:

"Il Consiglio regionale della Puglia [...] INVITA il Ministero dell'istruzione, il Ministero dell'Economia e Finanze a: [...] c) riaprire le graduatorie permanenti a esaurimento per consentire al personale precario l’inserimento in una seconda provincia, oltre quella di attuale appartenenza; ciò perché, mentre in Puglia le graduatorie permanenti si sono ampliate dell’8 per cento e molti precari rischiano conseguentemente di restare senza prospettive di lavoro, al Nord si stanno assumendo docenti che non hanno ancora acquisito il titolo di studio;[...]"

L'emersione della disfunzione: la FLC Cgil Puglia

To' anche i sindacati maggiori cominciano ad accorgersi che qualcosa non va.

In un documento presentato il 12.02.08 al Consiglio regionale pugliese avente per oggetto: contro il taglio degli organici nella scuola pugliese e proposte per i precari, la FLC Cgil Puglia, oltre a chiedere di "evitare l'attuazione dell'insensata politica di tagli", e "un incremento delle immissioni in ruolo a fronte dell’incremento di personale precario nelle graduatorie ad esaurimento", chiede:

"4. avvii tutte le misure propedeutiche alla riapertura delle graduatorie permanenti per consentire al personale precario l’inserimento nelle graduatoria ad esaurimento di una seconda provincia oltre quella di attuale appartenenza. In Puglia le graduatorie permanenti si sono allungate dell’8% e moltissimi precari resteranno senza alcuna prospettiva di lavoro, mentre al Nord, addirittura, si assumono docenti che non hanno ancora acquisito il titolo di studio."


La proposta della FLC pugliese non è quindi il ritorno allo status quo ante, ma la richiesta di potersi inserire contemporaneamente nelle GE di due province.

Questa proposta, che indubbiamente viene incontro alle esigenze di moltissime persone, non tiene conto delle necessità di spostamento complesse di altre categorie di insegnanti precari, ma costituisce un passo avanti rispetto all'indifferenza mostrata dalle grandi sigle sindacali in merito al vincolo.

L'emersione della disfunzione: la stampa

Lo squilibrio venutosi a verificare tra le province del Nord e quelle del Sud è talmente pesante da attirare l'attenzione della stampa nazionale.

Alla fine di gennaio, sul sito repubblica.it, è possibile leggere questo articolo

Migliaia di precari tornano nel Mezzogiorno, le cattedre restano vacanti
Dal Piemonte al Veneto presidi costretti a chiamare persino i laureandi
Addio ai professori immigrati: si svuotano le cattedre del Nord
di SALVO INTRAVAIA
(28 gennaio 2008)

AAA supplenti cercasi. Per diverse scuole del Nord, negli ultimi mesi, la ricerca di un sostituto da mandare in classe è diventato un vero e proprio rompicapo. L'allarme lo lancia la Gilda degli insegnanti e trova conferma nella testimonianza di chi deve ogni giorno fare quadrare i conti con titolari e supplenti.
Il perché è presto detto. Con l'ultimo aggiornamento della scorsa primavera, migliaia di supplenti meridionali che nel recente passato hanno tentato la fortuna nelle regioni del Nord si sono decisi a rientrare a casa. Parecchi di loro hanno voluto evitare il rischio di essere inseriti in coda alla graduatoria dal prossimo aggiornamento: quello del 2009. Così le liste dei supplenti, al Nord, si sono sensibilmente assottigliate creando non pochi problemi alle scuole. Per coprire i buchi lasciati dagli insegnanti assenti per qualche settimana, in malattia o in maternità, le segreterie scolastiche devono fare i salti mortali. E, se sono fortunate, possono incaricare un supplente inserito nelle cosiddette graduatorie d'istituto o chiamare neolaureati fuori graduatoria. Le famiglie si lamentano ma la situazione sembra destinata a peggiorare e il prossimo anno potrebbero essere nominati anche laureandi.

In appena un anno, le liste dei supplenti delle regioni settentrionali hanno perso circa 10 mila docenti mentre in quelle del Sud ne contano 10 mila in più. La mappa del precariato della scuola conta, oggi, il 51 per cento dei precari nel Mezzogiorno e il 30 per cento al nord. "Per molte classi di concorso nelle regioni del settentrione d'Italia - dice Antonio Antonazzo, responsabile del precariato per la Gilda - le graduatorie di istituto sono già esaurite e il numero di docenti è insufficiente a coprire i posti esistenti". Una situazione che si verifica soprattutto in Piemonte e Lombardia dove le graduatorie "ad esaurimento" si sono alleggerite rispettivamente del 16 e 14 per cento. Ma anche in Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. "Siamo costretti ad assegnare supplenze di 2/3 ore settimanali a docenti neolaureati", spiega Giuseppe Ierardi, preside dell'istituto superiore Ernesto Guala di Bra, in provincia di Cuneo, che continua: "Il meccanismo per assegnare gli incarichi è farraginoso e spesso passano alcuni giorni per cercare un sostituto. Alla penuria di laureati in Matematica, per esempio, sopperiamo con gli ingegneri o i laureati in Economia".
Il fenomeno, sempre nelle regioni del Nord, sembra scandito non solo dalla penuria di aspiranti docenti, ma anche da un crescente disinteresse verso l'insegnamento. Dopo essersi inseriti in lista, infatti, molti precari rifiutano supplenze anche di alcuni mesi. Danila lavora nella segreteria della scuola media di Fossano (CN) ed è addetta proprio alla nomina dei supplenti. "In alcune materie - racconta - abbiamo difficoltà a nominare i supplenti. Quest'anno, abbiamo nominato un supplente di Francese per diverse settimane reclutandolo dalla terza fascia della graduatoria d'istituto".

Dove si iscrivono i neolaureati sprovvisti dell'abilitazione all'insegnamento. "La situazione, nei prossimi anni, probabilmente peggiorerà - dice Danila - perché in parecchi pur essendo iscritti in graduatoria rifiutano la supplenza perché troppo breve o in sede eccessivamente lontana dal luogo di residenza. I meridionali accettavano quasi sempre". Eppure in Italia trovare un supplente, in teoria, non dovrebbe essere troppo difficile. Oltre ai 240 mila precari in possesso di abilitazione e con diversi anni di lavoro alle spalle, le scuole possono contare sulle cosiddette graduatorie d'istituto dove può inserirsi anche chi non è in possesso di abilitazione. Un popolo formato da 460 mila aspiranti che, evidentemente, non basta a coprire le esigenze della scuola.

L'emersione della disfunzione: il MIP

Che il vincolo provinciale avrebbe portato ad una situazione ingestibile in alcune province del Sud era chiaro ancor prima di sapere dei tagli agli organici.

La questione pare non sfuggire perfino ai fini ed acuti analisti che operano al MIP. In un documento pubblicato a gennaio,
GE 2007 - primi dati e valutazioni, nel paragrafo finale, titolato I candidati meridionali tendono a tornare nelle aree di origine, viene evidenziata la contraddizione (diminuzione sostanziosa degli iscritti a nord a fronte di maggiori opportunità di lavoro) ed attribuita correttamente al blocco dei trasferimenti provinciali...

[*download: GE 2007 - primi dati e valutazioni in formato *.pdf]



Il quaderno bianco sulla scuola

Poco dopo la metà di settembre il Ministero dell'Istruzione Pubblica e quello dell'Economia rendono pubblico il Quaderno bianco sulla scuola*, ovvero le linee di indirizzo sulla scuola nel prossimo futuro del governo Prodi (ora però caduto).

[*download: Quaderno bianco sulla scuola in formato *.pdf]

******************************************************************

Qualche giorno prima della pubblicazione esce, su Italia Oggi, un articolo di A. Ricciardi, riportato di seguito, che evidenzia le aree in cui verranno effettuati i tagli con un titolo shock:
Al Sud gli insegnanti sono troppi: Fioroni e Tps vogliono tagliarli per frenare la spesa crescente

Italia Oggi 18/09/2007 p. 41

ESCLUSIVO!
Nel Libro bianco, di prossima uscita, simulati gli effetti di 5 possibili linee di intervento

Al Sud gli insegnanti sono troppi:
Fioroni e Tps vogliono tagliarli per frenare la spesa crescente

di Alessandra Ricciardi

"Il dato di partenza è un'accurata riflessione sullo stato, malsano, di salute della scuola italiana. Riassumibile nell'assurdo che vuole che il sistema scolastico made in Italy sia più costoso della media Ocse (circa 5 mila euro per studente a ora di lezione l'anno, contro una media di 4,6 mila euro), e, al tempo stesso, abbia tassi di rendimento più bassi: ai test di apprendimento in lettura, scienze e matematica, gli studenti italiani si sono classificati al 25esimo posto sui 29 dell'ultima ricerca Ocse-Pisa.

Il libro bianco, messo a punto dai ministeri della pubblica istruzione e dell'economia, si pone il problema di un intervento radicale, per riorganizzare la spesa e invertire la rotta del sistema. Un intervento, anzi cinque linee di intervento, quelle che saranno rese pubbliche nei prossimi giorni, e che ItaliaOggi è in grado di anticipare, che puntano a un restyling di ampio respiro.

Il fabbisogno di docenti, in particolare al Sud, la consistenza delle classi, le ore di lezioni per i vari istituti, i pilastri su cui si articola la nuova politica di riduzione della spesa e di rilancio della qualità dell'istruzione.

Il Libro bianco sarà presentato al tavolo del governo già in vista delle scelte da assumere nella legge finanziaria 2008. Anche se, per raggiungere a pieno gli obiettivi, si richiede una programmazione almeno decennale. Secondo le stime sull'andamento demografico, da un lato, e dei pensionamenti del personale scolastico, dall'altro, a bocce ferme, ovvero senza nessun intervento correttivo, nell'arco di dieci anni servirebbero tra i 180 mila e i 230 mila nuovi insegnanti. Una dinamica positiva, sopra tutto per le regioni del Nord e poi del Centro; negativa invece al Sud. Dove si segnalano, già oggi, le maggiori storture, frutto anche di una radicata politica occupazionale che ha fatto della scuola una delle maggiori valvole di sfogo per il Mezzogiorno.

Approfittando dei prossimi pensionamenti, il reclutamento di nuovi insegnanti per il Sud dovrà essere coniugato a stretto giro con il reale fabbisogno. Nella funzione di programmazione razionale della rete scolastica, un ruolo fondamentale sarà svolto dalle regioni.

E si arriva al secondo capitolo di intervento, quello appunto del fabbisogno. In primo luogo, va eliminata, è il ragionamento di fondo, la differenza tra organico di diritto e di fatto, che finora ha permesso, a fronte di tagli operati sulla carta, di assumere nei fatti sempre più insegnanti perché giudicati necessari ad apertura dell'anno scolastico.

Poi la consistenza delle classi: abbiamo una media troppo alta di docenti per alunni, circa il 20% in più rispetto alla media Ocse. Più alta proprio al Sud. Un dato non giustificato, concordano Istruzione ed Economia, dal peso che hanno in Italia la aree rurali e i piccoli comuni. Un intervento di razionalizzazione, insomma, è possibile. E si avanzano alcune ipotesi: la formazione delle classi a livello di scuola e non più di plesso, oppure a livello di comune, ma anche una programmazione regionale della rete con un rapporto tra insegnanti e studenti prefissato a livello nazionale. Il rapporto potrebbe calare, già nei prossimi cinque anni, da 11,5 prof ogni 100 alunni a 10,3 su 100. E proprio l'intervento sulle classi è tra le misure che con molta probabilità saranno già inserite nella prossima manovra finanziaria.

C'è poi la durata delle lezioni frontali, che potrebbe esser ulteriormente ridotta a 33 ore settimanali, dopo il taglio che già c'è stato negli istituti tecnico-professionali da 40 a 36 ore settimanali.

Con questo cocktail, il fabbisogno di nuovi docenti potrebbe essere calmierato di almeno il 44%: circa 100 mila in meno rispetto alle stime iniziali .

Operazione che consentirebbe di recuperare risorse, stimabili in circa 3,6 miliardi di euro l'anno, per ampliare il tempo pieno, diversificare l'offerta formativa, ma anche prevedere un sistema di sviluppo della carriera degli insegnanti che premi il merito e valorizzi la professione al di là dell'anzianità di servizio.

Insomma, un ragionamento che nelle conclusioni è assai simile alla ricetta liberal annunciata dal presidente francese, Nicolas Sarkozy (si veda il servizio a pagina 48): meno docenti ma meglio pagati.